Giuliano Russo
Giugliano in Campania, 27/1/1931 – Pisa, 22/04/2011
Giuliano Russo sarà certamente ricordato per come ha vissuto, per ciò che ha fatto e anche per come ha voluto andarsene. Seguendo le sue ultime volontà, infatti, le sue ceneri sono state sparse al vento dell’isola di Budelli, nella Maddalena, in un giorno di tempesta, nell’aprile del 2011.
Ottant’anni prima, nel 1931, Giuliano Russo nasceva a Vico Isanti di Giugliano in Campania, figlio di un operaio delle manifatture cotoniere meridionali.
La sua adolescenza veniva segnata dalla sofferenza e dalle privazioni della guerra: giorni amari e dolorosi che sarebbero rimasti per sempre nella sua memoria. Dopo le scuole elementari, sensibile alle necessità di una famiglia numerosa, Giuliano si improvvisa imbianchino e va a Napoli a imparare il mestiere. Non ha che tredici anni ma, ai giochi dei coetanei, preferisce il tram che lo porta ogni mattina al lavoro, con una magra colazione sotto braccio, esile e minuto.
Qualche anno più tardi condivide la triste sorte di tanti altri emigranti, andando a lavorare.
Di lì a poco inizia la sua strada di imprenditore edile. Sono gli anni ’60, gli anni del boom, e il lavoro non manca. La sua passione e la sua dedizione vengono finalmente premiate. Aumentano l’importanza degli appalti e il numero dei suoi operai. Dal suo matrimonio felicemente indovinato,nascono due figlie, Chiara e Rosaria. La sua è una personalità schietta e sincera, aperta agli stimoli della vita, ricca di curiosità e di calore umano.
Nel 1970 Giuliano , partito trent’anni prima dalla gavetta, è ormai un affermato costruttore, uomo d’affari ed esponente della Banca Popolare di Novara. Costruisce alberghi e villaggi in Sardegna e nel napoletano, per oltre 2000 appartamenti.
A stretto contatto con l’arch. Luigi Vietti e l’arch. Busiri Vici, propone un’alternativa differente ai soliti villaggi turistici, alberi, fiori, contesti naturali ; sono queste le basi per ritagliare uno spazio diverso e senz’altro migliore .
Viaggia moltissimo, visitando quasi tutto il mondo. Poi, nel 1982,grazie ad un amico di sempre Annibale Viscomi, si trasferisce con la famiglia a Montecatini Terme, dove acquista Villa Maria, oggi sede dell’omonimo albergo. In seguito amplia il proprio patrimonio acquisendo l’hotel Tre Monti di Baja Sardinia e l’adiacente spiaggia privata.
Nel 2010 malato da alcuni mesi e sottoposto a nefrouretectomia parziale: morirà il 22 aprile dell’anno dopo, nella clinica privata di San Rossore, a Pisa.
Aveva detto: «Mi disturba la morte, è vero: credo sia un errore del Padreterno. Di certo non mi ritengo indispensabile, ma se immagino il mondo senza di me … beh, che farete da soli?»
Si rivolgeva così agli amati nipoti: Raffaele (che oggi per sua espressa volontà è alla guida del gruppo), Giuliano, Matteo e Maria, i quali oggi avvertono tutta la sua mancanza e confidano di dimostrarsi sempre all’altezza delle sue aspettative.